Palestina: la guerra continua a togliere. Insieme possiamo continuare a esserci
A Betlemme e nella Striscia di Gaza, bambini e famiglie stanno pagando ogni giorno le conseguenze di un conflitto che ha cancellato ogni forma di normalità. Aleimar continua a essere al loro fianco con aiuti essenziali, continuità educativa e spazi protetti in cui i più piccoli possano tornare a imparare, giocare e sentirsi al sicuro.
La guerra non porta via tutto in un giorno. Lo fa un pezzo alla volta.
Prima il lavoro. Poi i risparmi. Poi la possibilità di acquistare ciò che serve per vivere. Fino a trasformare anche i gesti più semplici – cucinare un pasto caldo, scaldare la propria casa, accompagnare un figlio a scuola – in ostacoli sempre più difficili da superare.
Le notizie che riceviamo direttamente dai nostri referenti in Palestina raccontano una quotidianità segnata dalla paura, dall’incertezza e da una povertà che continua ad aggravarsi.
A Betlemme, anche la quotidianità è diventata un lusso
A Betlemme e in Cisgiordania, moltissime famiglie hanno perso la propria fonte di reddito. Le restrizioni alla mobilità, i checkpoint e il crollo del turismo hanno interrotto il lavoro e consumato, mese dopo mese, i pochi risparmi disponibili.
Allo stesso tempo, il costo dei beni essenziali continua ad aumentare. Una bombola di gas, indispensabile per cucinare e riscaldarsi, è passata in poco tempo da 65 a 125 shekel, circa 31 euro. Per chi non ha più un’entrata, significa dover rinunciare a un pasto caldo o ricorrere a soluzioni di fortuna, spesso pericolose.
Anche garantire ai bambini la continuità scolastica è diventato sempre più difficile. Il costo mensile del trasporto scolastico per un solo bambino è salito da 500 a 800 shekel, passando da circa 125 a 200 euro. Una cifra insostenibile per molte famiglie, costrette a scegliere tra il cibo e il diritto dei propri figli a continuare a studiare.
Dietro questi numeri ci sono madri e padri che hanno già rinunciato a tutto ciò che potevano. Ci sono bambini che vedono restringersi, giorno dopo giorno, il proprio spazio di normalità. E ci sono famiglie che iniziano a considerare la possibilità di lasciare la propria terra perché restare sembra non essere più possibile.
Attraverso i nostri referenti locali continuiamo a essere presenti accanto alle persone più vulnerabili, offrendo beni essenziali, medicinali, sostegno psicologico e continuità educativa. Un aiuto concreto per affrontare il presente, ma anche un modo per far sentire queste famiglie meno sole e sostenerle nella possibilità di restare nella propria terra.
A Gaza, uno spazio educativo può restituire un pezzo d’infanzia
Nella Striscia di Gaza, la distruzione delle scuole e degli spazi dedicati ai più piccoli ha privato migliaia di bambini non soltanto dell’istruzione, ma anche di luoghi protetti in cui ritrovare relazioni, ascolto e una quotidianità possibile.
Per rispondere a questa emergenza, Aleimar ha aderito alla campagna “Per Gaza, una Rete che Cura”, promossa da ForumSaD insieme a numerose organizzazioni della società civile.
All’interno di questa collaborazione, Aleimar sostiene l’intervento educativo realizzato dal CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud attraverso l’allestimento e la gestione di tende educative.
Ogni tenda è pensata per accogliere circa 200 bambini e offrire loro percorsi di apprendimento, attività educative e supporto psicosociale. Non si tratta soltanto di tornare a studiare: significa avere di nuovo un luogo in cui incontrarsi, giocare, esprimere le proprie emozioni e sentirsi protetti.
In un contesto in cui tutto è instabile, una tenda educativa può diventare un punto fermo. Uno spazio semplice, ma capace di restituire ai bambini una parte di ciò che la guerra continua a portare via: il diritto di imparare, di stare insieme e di essere bambini.
Il tempo non guarisce, se l’emergenza continua
Quando un’emergenza dura a lungo, rischia di scomparire dalle notizie. Ma non scompare dalla vita di chi la attraversa.
Per le famiglie palestinesi, ogni giorno che passa significa risorse che finiscono, prezzi che aumentano e nuove rinunce. Per i bambini significa crescere nella paura, lontani dalla scuola e da tutto ciò che dovrebbe rendere sicura la loro infanzia.
Non possiamo cancellare l’incertezza del futuro, ma possiamo alleggerire il peso di questo presente.
Possiamo contribuire a garantire cibo, medicinali e beni essenziali alle famiglie più fragili. Possiamo aiutare un bambino a continuare il proprio percorso educativo. Possiamo sostenere spazi protetti in cui tornare a imparare, giocare e immaginare un domani.
La guerra continua a togliere. Tu puoi continuare a esserci.
Sostieni l’appello per la Palestina
Ogni donazione può trasformarsi in una presenza concreta accanto ai bambini e alle famiglie che stanno affrontando questa emergenza.











