Emergenza Coronavirus in Palestina
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Emergenza Coronavirus in Palestina

Palestina

E’ dal 2013 che seguo i progetti in Palestina ed ogni anno incontro con grande emozione le famiglie dei bambini che sosteniamo a distanza. Questo paese purtroppo è sempre stato al centro di grandi conflitti, scontri e violenze; la popolazione, da sempre divisa da diversi credi religiosi e culture, ha combattuto per anni una guerra senza fine. Oggi però cristiani, ebrei e musulmani sono “uniti” da una grande minaccia, da un nemico invisibile, un virus che non fa distinzione di religione, razza o cultura, un nemico spietato e letale da cui è difficile difendersi.
Moltissime famiglie, già penalizzate dalle pesanti misure dell’occupazione, devono affrontare oggi un’altra grande difficoltà: il lockdown, imposto almeno fino al 5 giugno, comporta la paralisi di molte attività produttive che hanno dovuto lasciare a casa moltissimi lavoratori. La situazione è preoccupante: Betlemme è una città che dipende principalmente dal turismo e dalle piccole imprese come i negozi di souvenir ed i venditori ambulanti, ma ora gli hotel e le fabbriche di artigianato locale (ceramica e legno d’ulivo) sono tutti fermi. L’85% degli abitanti ha perso il lavoro ed agli insegnanti è stato ridotto il salario del 50%.
Università e scuole stanno cercando di svolgere didattica a distanza, ma sono tanti i ragazzi che non hanno i mezzi per seguire le lezioni online e che rimangono esclusi dalla scuola e dall’unica possibilità di rivedere i propri compagni ed amici.
In questa situazione di forte precarietà, noi ci siamo subito attivati fornendo aiuti economici alle famiglie più in difficoltà. Un esempio è il Centro Sociale, che non ha mai smesso di offrire supporto alle famiglie dall’inizio di Covid 19 ad oggi. Tantissime famiglie sono in difficoltà e sono aumentate esponenzialmente le richieste di cibo ed aiuti economici per poter pagare l’affitto.
I nostri referenti fanno quello che possono per continuare a seguire le famiglie usando tutte le precauzioni possibili, svolgendo gli incontri all’aperto e mantenendo le adeguate distanze di sicurezza, ma tutto ciò non basta: servono presidi sanitari per l’igiene, cibo e medicine, oltre al latte in polvere che ha ormai raggiunto prezzi esorbitanti. Ora più che mai ho bisogno del TUO aiuto: vogliamo fornire un sostegno economico di 100 euro a circa 60-90 famiglie più povere, aiutandole così a pagare le bollette di acqua e luce per i prossimi 3 mesi.

con 10 euro puoi contribuire all’acquisto di latte in polvere per un neonato;
con 50 euro puoi contribuire alle spese di una famiglia;
con 100 euro puoi sostenere le spese di un’intera famiglia.

L’epidemia di Covid-19 ha dimostrato come tutti noi siamo legati da uno stesso destino e come ogni persona sia fragile nella sua dimensione umana. I bambini sono per noi di Aleimar le prime persone da proteggere!

Aiutami a proteggere tutti i nostri bambini! NON lasciamo nessuno indietro!

Grazie di cuore
Gaetano Fiorella, Responsabile Paese Palestina

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