Emergenza Coronavirus in Brasile
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Emergenza Coronavirus in Brasile

Ogni anno io e mia moglie Luciana ci rechiamo a Manaus per incontrare i bimbi e le loro famiglie e monitorare i nostri progetti. Per la prima volta dopo vent’anni quest’anno non potremo andare, il covid-19 ci terrà lontani ma il nostro cuore e il nostro pensiero è sempre li, vicino ai nostri bimbi.

Le immagini che arrivano da Manaus delle fosse comuni e dei corpi abbandonati nei corridoi dell’ospedale della Barra da Tijuca, a Rio de Janeiro, parlano da sole. Il Brasile, con 209 milioni di abitanti, si avvia ad una conta dei morti tra le più alte al mondo.

Le famiglie che sosteniamo vivono nei quartieri poveri della periferia di Manaus, in baracche di legno e lamiera in uno stato di degrado e povertà in spazi ristretti che rendono quasi impossibile seguire le raccomandazioni di distanziamento sociale volte a rallentare la diffusione del virus. Rapine, omicidi e spaccio di stupefacenti sono all’ordine del giorno. Le famiglie sono molto povere e i genitori, spesso analfabeti, non riescono ad essere una giusta guida per i propri figli e si ritrovano a svolgere lavori umili e sottopagati per poter pagare l’affitto e dare da mangiare ai propri figli. Il governo brasiliano stanzia alle famiglie più indigenti con i figli iscritti regolarmente a scuola la “Borsa Familia” ovvero un piccolo contributo economico in relazione alla frequenza scolastica dei bambini. Ora, a causa dell’emergenza covid-19, l’80 per cento dei lavoratori è stato licenziato e le famiglie rischiano di perdere la propria abitazione perché non riescono più a pagare l’affitto.

La situazione è davvero drammatica: il virus si sta diffondendo in tutta Manaus e i bollettini riportati fanno esclusivamente riferimento alle persone che riescono a raggiungere gli ospedali e a ricevere una minima assistenza. Rimangono quindi esclusi migliaia e migliaia di persone che muoiono sole e senza nessuna assistenza nelle favelas. Una vera e propria strage silenziosa la stanno vivendo le tribù indios dove il covid-19 viene trasmesso da centinaia di lavoratori addetti alla deforestazione e all’estrazione di petrolio che spesso abusano e violentano queste popolazioni pacifiche e vulnerabili.

I centri Ecae (doposcuola e attività ludiche per i bambini) e il progetto Piccole Farfalle (sostegno psicologico a bambini abusati) sono momentaneamente chiusi in seguito alle disposizioni del governo, che rimarranno in vigore almeno fino alla fine di giugno. Le richieste di aiuto sono in continua crescita, occorre tutelare i bambini e le famiglie più povere fornendo loro mascherine, guanti, disinfettanti, ma soprattutto contribuendo alle spese di affitto delle abitazioni.

L’emergenza che stiamo attraversando ci pone di fronte a complesse sfide inattese e, insieme ai nostri referenti locali, stiamo cercando di affrontarle con il massimo impegno e con il giusto livello di dedizione e attenzione verso l’altro: questo spirito è lo stesso che ci guida da sempre nel nostro impegno in Brasile, ma ora più che mai ho bisogno del vostro aiuto per proteggere i nostri bambini dal Covid-19!

  • con 10 euro potete garantire a 10 bambini acqua, sapone e mascherina;
  • con 50 euro potete contribuire alle spese di affitto per una famiglia;
  • con 100 euro potere pagare l’affitto di un mese per una famiglia.

L’epidemia di Covid-19 ha dimostrato come tutti noi siamo legati da uno stesso destino, e di come ogni persona sia fragile nella sua dimensione umana. I bambini sono per noi di Aleimar le prime persone da proteggere!

Aiutatemi a proteggere tutti i nostri bambini! NON lasciamo nessuno indietro!

Grazie di cuore

Flavio Melina, responsabile Paese Brasile 

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