Le più belle storie d'amore

I nomi dei bambini sono di fantasia per rispetto alla loro privacy

Joel
Ghana

Joel é un bimbo di cinque anni e mezzo che ha già una triste storia alle sue spalle; è scappato di casa per sottrarsi alla violenza. Si è rivolto ai poliziotti perché temeva che, prima o poi, le percosse e i maltrattamenti della madre lo avrebbero ucciso.

È stato subito portato a Casa Italia, da Simona, tra i “Chicchi di Caffè”. Aveva un gomito rotto ed un taglio sulla fronte, oltre a presentare segni evidenti di una grave malnutrizione. Tutto il suo corpicino mostra ancora oggi i segni di un passato di gravissimi maltrattamenti che gli hanno lasciato cicatrici di cinghiate e bruciature.

Nonostante questo, il piccolo Joel è un bimbo allegro, dolcissimo e vivace, che si diverte a correre, giocare con il pallone, ma è anche molto gentile e servizievole, attento ai bisogni degli altri ed aiuta sempre molto volentieri a fare le pulizie e a riordinare i giocattoli.

Joel ha bisogno di te per poter crescere sano e felice come gli altri bambini!

Con 15€ al mese puoi garantire a Joel cibo, cure mediche e un luogo sicuro e amorevole in cui poter crescere.

Immagina: con meno di un caffè al giorno puoi fare la differenza nella vita di Joel!

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Aron
Benin

Aron ha 4 anni e vive nel centro di accoglienza di Abomey in Benin, Africa.
E’ un bimbo dolcissimo e giocherellone a cui piace andare sull’altalena e farsi fare tante coccole. Aron è orfano di mamma, morta a pochi mesi dal parto. E’ stato abbandonato dal suo papà che lo ha portato al centro di accoglienza, ma che poi si è dimenticato di lui!

Aron può contare SOLO sul nostro aiuto, sul TUO AIUTO!

Con 15 euro al mese puoi fornire ad Aron cibo, assistenza sanitaria e un luogo sicuro dove crescere e sentirsi amato.
15 euro per te possono significare poco, per Aron sono TUTTO!

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Juan
Brasile

Juan é un bellissimo bimbo di un anno che vive con la sua famiglia nel quartiere “Onze de Maio”, uno dei quartieri più poveri della Colonia Aleixo, a Manaus. La famiglia é composta dai genitori, Luiz Felipe e due sorelline più grandi di lui. Si tratta di una famiglia che vive in una situazione economica molto precaria; da poco hanno dovuto lasciare la casa in cui vivevano perché le spese di affitto, seppur modeste, erano troppo onerose per loro. Ora la famiglia vive in una casa costruita con listelli di legno e teli di plastica per ripararsi dalle forti piogge. La casa è divisa a metà con un telo che separa la zona giorno dalla zona notte. Il pavimento é costituito da tavole di legno accostate l’una all’altra. L’arredamento é scarno ed essenziale: sul pavimento, due materassi costituiscono il letto di bimbi e genitori e, nella zona giorno, un fornello a due fuochi ed un tavolino con quattro sedie arredano la zona adibita a cucina. La mamma di Juan lavora come domestica per qualche ora al giorno e guadagna 300 Real al mese (circa 75€). Il papà, purtroppo, non ha un lavoro fisso e lavora saltuariamente come aiuto muratore guadagnando cifre irrisorie ed insufficienti a sostenere la famiglia. In effetti la crisi economica che dilania il paese sta creando molte situazioni come questa, ed il numero di disoccupati é in continuo aumento anche tra le famiglie che sosteniamo. La famiglia di Juan non percepisce neppure la Borsa Familia (assegno governativo mensile stanziato a favore della famiglie più bisognose) perché il padre non ha i documenti in regola. Nonostante la famiglia viva in condizioni di povertà e si trovi ad affrontare ogni giorno numerose difficoltà, é comunque una famiglia molto unita. Il piccolo Juan sta bene ed è un bimbo allegro e giocherellone. Le sue due sorelline sono molto legate a lui e danno volentieri una mano alla mamma nell’accudirlo. Con il sostegno a distanza del piccolo Juan ci proponiamo di seguire il bambino in tutte le sue necessità garantendo alla famiglia un’esistenza dignitosa che permetta loro di affrontare in modo più sereno la loro difficile situazione famigliare.

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Aina
Benin

Aina vive in un piccolo villaggio in Africa. La sua mamma è morta dandola alla luce per complicazioni post parto. Il suo papà lavora nei campi tutto il giorno per cui nessuno può occuparsi della bimba. Questa difficile situazione ha spinto il padre di Aina ad affidarla alle cure del Centro di accoglienza gestito da Aleimar in collaborazione con il parter locale. Il Centro è un luogo dove Aina potrà avere da mangiare, tanti amici con cui giocare e assistenza sanitaria quando ne avrà bisogno. Durante questo periodo manterremo il più possibile i contatti con il papà ed altri parenti in vista del futuro ricongiungimento familiare.

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