Marina, Malawi
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Nel multietnico Malawi la gente allegra e festaiola vive il Natale, indipendentemente dal credo religioso d’appartenenza, come festa di famiglia: INSIEME si sta… INSIEME si celebra… INSIEME si canta e si danza… INSIEME si sogna e si spera che la stagione delle piogge porti tanta abbondanza per tutti.

Nel Natale di questo tribolato 2020  la povertà, esacerbata dalle conseguenze della pandemia, rifletterà più che mai le caratteristiche di tutti i giorni dell’anno segnati da stenti e sacrifici. Niente luci sontuose ad ostentare la festa in un paese dove l’elettricità non riesce a far fronte alle troppe richieste di una popolazione in continua crescita…capacità di riciclo per riuscire a riutilizzare uno stesso oggetto per più scopi: uno scatolone diventa armadio per riporre indumenti nella capanna e poi combustibile per accendere il fuoco o ancora materia prima per presidi per persone disabili, una bottiglia di plastica diventa imbuto per rifornire di diesel i serbatoi delle  macchine laddove non esistono benzinai, un copertone usato diventa un potente legaccio, un fil di ferro e tappi di bottiglie di coca cola si trasformano in uno strumento musicale. Ma le tante difficoltà quotidiane e la sempre crescente precarietà non rubano alla gente dei villaggi del Malawi la voglia di sognare, soprattutto a Natale, una buona mangiata, una televisione che, condivisa, riunisce un intero villaggio, una radio che, con la sua musica, aiuta quella voglia di leggerezza, evasione e svago che permette di andare avanti nonostante tutto…con la speranza nel cuore e la lode e la gratitudine nei canti per quel DIO che ha scelto di nascere fra gli ultimi e che degli ultimi ha fatto il Suo regno.

Marina Zanotti