Italia: Fondazione Tuendelee, tutti possiamo essere fragili.
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Di solito pensiamo alla fragilità come qualcosa di lontano, ma la fragilità è qualcosa di trasversale che può riguardare chiunque. Questa riflessione è nata da una storia che abbiamo incontrato nel nostro progetto di Co-housing.

Un’artista, molto famosa nell’est europa, così vicino e pure così lontano, è stata accolta insieme ai suoi bambini nella Fondazione Tuendelee perché in difficoltà con il marito. I motivi sono bene o male sempre gli stessi di mille altre storie, soprattutto quando vi è il retaggio del passato che non permette un dialogo con il presente e il futuro: mentre lui chiedeva una maggiore presenza a casa, lei rimaneva dell’idea che una donna in quanto artista debba seguire i suoi sogni e le sue aspirazioni, che tanto l’hanno resa famosa in giro per il mondo, portandola a ricoprire nella propria terra d’origine un ruolo di assoluta autonomia….

Una relazione che andava avanti soprattutto a distanza e che ha dato alla luce 3 bellissimi bambini: uno di 3 anni, così simile alla madre per sensibilità ed espressività emotiva; due gemelli di 11 mesi che invece assomigliano alla granitica figura del padre.

Da questa situazione è nata la scelta di colmare la distanza che li separava e costruire una famiglia in Italia: per lei fonte di ispirazione perché patria di grandi artisti e letterati, per lui fonte di speranza di una vita migliore.

Ma le cose non sempre vanno come si spera e le prime difficoltà e differenze di visione gradualmente si sono trasformate in un costante senso di delusione e frustrazione, e quando ci si guarda in volto e non si vede speranza alcuna nasce la paura che quella frustrazione possa trasformarsi in qualcosa di molto più difficile da controllare, come rabbia e violenza.

Da qui il ricorso ai servizi di uno stato che si fa carico di tutelare la donna in sospetto di potenziale pericolo, mentre si cerca di restituire all’uomo un senso del suo essere padre e marito.

Quanti sorrisi e quanti giochi, quanti pianti e quante canzoni hanno saputo donare la presenza di questa mamma e dei suoi tre piccoli, ma soprattutto la consapevolezza che la fragilità può davvero toccare chiunque e solo il costante dialogo e, perché no, anche il saper perdonare le divergenze di prospettive ha permesso alla famiglia di riscoprirsi unita e pronta a una nuova autonomia.