Colombia: Storie dei nostri bambini
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Laura Valentina, Viviana Patricia,  Santiago Jesus, Saray Juliana: sono i nomi dei nostri bambini più piccoli che vivono nel barrio Juan Rey di Bogotà. I bambini in Colombia hanno tutti due nomi e, quasi sempre, due cognomi, quello del padre e della madre.

Il problema della sicurezza in Colombia è ancora molto lontano dall’essere risolto, nonostante gli accordi che il governo ha fatto con una parte dei guerriglieri, e il quartiere dove abitano i nostri bambini presenta delle zone estremamente pericolose. Dalle ultime notizie che abbiamo ricevuto una donna è stata uccisa nella casa vicina a quella del nostro piccolo Santiago dove già in aprile alcuni malviventi avevano sparato colpi di arma da fuoco contro le finestre  della nostra casa.

La situazione lavorativa è sempre instabile e i padri si allontanano dalla città per trovare lavoro fuori, come nel caso del papà di Viviana che praticamente non torna più a casa neanche a trovare i suoi genitori. La piccola Viviana sta vivendo con la mamma e il fratellino presso i nonni paterni, in una casa piccolissima, con comprensibile disagio per tutti. Il nonno vorrebbe costruire un altro locale ma non ne ha le forze e senza il contributo del papà di Viviana non osiamo intervenire perchè temiamo che la mamma prima o poi prenda i bambini e torni nel suo paese d’origine, molto più caldo di questo barrio di Bogotà a 3100 metri di altezza.

Anche il papà della piccola Laura, che lavora saltuariamente dove trova, principalmente a pulire i giardini, sta avendo problemi di convivenza con la famiglia e sembra abbia un’altra donna; la mamma sta soffrendo moltissimo anche per il fatto che la figlia maggiore che era diventata il suo sostegno, perchè oltre a lavorare studia medicina, è andata a vivere con il suo ragazzo.

Grazie alla sollecitazione di una zia-sostenitrice di Laura, che ringraziamo sentitamente per la sua attenzione, abbiamo insistito con la mamma di Laura per far visitare la bambina da un pediatra privato poichè la bimba presentava una situazione di malnutrizione che non migliorava con i soli interventi alimentari. Ora, dopo alcuni esami cardiologici, risulta  che la piccola soffre di insufficienze cardiache che non sono risultate molto gravi ma è necessario comunque farla assistere da un cardiologo-pediatra per le cure adeguate.

La nostra Saray invece vive con due fratelli e la mamma “cabeza de familia” , e sente molto la lontananza della mamma che deve cercare di far fronte ai bisogni di tutti con il solo suo lavoro.

I bellissimi nomi dei nostri bambini non riescono ad eliminare il male che li circonda, ognuno di loro è ferito in qualche modo dalla realtà nella quale vivono.

Noi cerchiamo di aiutarli, con ogni componente della loro famiglia, a non perdere il desiderio di bene e felicità che sicuramente hanno nel cuore. I nostri educatori svolgono il loro compito con grande amore, trattano queste famiglie con discrezione ma anche famigliarità per poter essere loro di vero aiuto nell’individuare i vari bisogni. Gli incontri comunitari che organizziamo almeno due volte all’anno permettono a tutte le famiglie di sentirsi veramente parte del gruppo ALEIMAR che per tutti loro rappresenta un concreto punto di riferimento e di speranza.