Congo: un viaggio solidale, un’esperienza di crescita
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Fare un viaggio solidale significa dormire presso le strutture dei partner locali, visitare i bimbi sostenuti a distanza, ridere e giocare con loro, assistere ad una lezione a scuola, vedere dal vivo tutti i progetti, portando un aiuto concreto a tutte le persone che si incontrano nel percorso. Chi decide di accompagnare i nostri responsabili paese nel viaggio di monitoraggio lo fa per vivere un’esperienza che si porterà dietro al ritorno e che lascia qualcosa di unico ai popoli conosciuti.

Il senso di questi viaggi è ben chiaro a Franca, Gianni e Mario che da diversi anni accompagnano in Congo il nostro responsabile Francesco, ed è stato apprezzato anche da Claudio che, alla sua prima esperienza in questo Paese, ha saputo avvicinarsi in punta di piedi e con il massimo rispetto ad una cultura diversa e allo stesso tempo affascinante. Dopo alcune titubanze pre partenza dovute al rischio ebola, circoscritto tuttavia anche secondo la Farnesina solo al nord Kiwu e quindi non pericoloso per i nostri viaggiatori, ma che comunque allarmato uno degli accompagnatori al punto di farli rinunciare al viaggio stesso, il 23 giugno il gruppo Congo è partito per questa nuova avventura!

Ecco di seguito il diario del percorso raccontato tramite gli occhi e le emozioni del responsabile Paese:

“Era la 17° volta che andavo in Congo e, anche se ogni viaggio è diverso, le emozioni più grandi sono sempre quelle che ci regalano le bimbe e ragazze accolte da Maison Laura! Qui musica, danze, coreografie e abbracci ci hanno dato un caloroso e affettuoso benvenuto. Dopo canti e balli, abbiamo incontrato le suore Albertine responsabili della Casa che ci hanno aggiornato sulla situazione in generale, soffermandosi su alcuni casi più delicati, come ad esempio quello della dolce S. che, sofferente ormai da mesi per una appendicite, è stata finalmente operato proprio durante la nostra permanenza. La scuola era ormai finita ed era tempo di voti: siamo dunque andati a scuola a ritirare le pagelle ed è stata davvero una soddisfazione vedere l’impegno che durante l’anno molte ragazze hanno dedicato allo studio, riconoscendo l’istruzione come una preziosa opportunità per il proprio futuro. All’affetto e alla simpatia che ci hanno dimostrato, abbiamo regalato in cambio dolci sorrisi e piccoli doni; la speranza era inoltre quella di riuscire ad essere presenti al momento dell’arrivo del container per poter distribuire alle ragazze vestiario, scarpe, medicinali e ausili sanitari, zaini e materiale scolastico. Purtroppo, però, il container non è arrivato in tempo a causa di uno sciopero che l’ha bloccato per diversi giorni al porto di Dar es Salam; il container è giunto ai nostri partner locali successivamente alla nostra partenza, ma, grazie alla presenza di un nostro collaboratore italiano in loco, sono stati comunque distribuiti gli aiuti a Maison Laura, così come al dispensario e dormitorio gestiti dalle suore Agostiniane di Sambwa.

Qui, lo scorso anno era stato installato un impianto fotovoltaico che è stato sfortunatamente colpito da un fulmine e che, nonostante il cambio dei diodi bruciati, necessita di un nuovo inverter. Nel corso della nostra permanenza abbiamo poi fatto visita anche all’instancabile M.me Maguy che, con grande entusiasmo, porta avanti il Centro Balou per disabili. Qui il numero di ospiti è in continua crescita: ad oggi 225, non solo bambini/ragazzi disabili, ma bimbi piccoli e con problemi di malnutrizione. Come l’anno scorso l’emergenza del centro rimane l’impianto fotovoltaico che, con più moduli, garantirebbe energia costante in tutte le diverse strutture, facilitando dunque l’assistenza fornita soprattutto dall’ospedale interno. In attesa di trovare i finanziamenti necessari per i pannelli solari, è stato tuttavia inviato un nuovo generatore in sostituzione di quello attuale in pessime condizioni.
E dopo tre intense settimane, siamo dunque giunti alla fine di questo viaggio; nonostante gli imprevisti ed alcune difficoltà, anche quest’anno le emozioni vissute non smettono mai di stupirmi. C’è tanto da fare, ma guardo con grande fiducia ai progetti in corso e torno ancora una volta più arricchito della mia partenza”.