Le più belle storie d'amore

Hasana
Malawi

Hasana è una bambina di 4 anni che vive nel villaggio Nyato Katuli con mamma, papà e 3 sorelle. I genitori sono analfabeti e si impegnano per sostenere la loro famiglia coltivando i campi. Ciò purtroppo non basta per sopperire alla malnutrizione di cui Hasana e le sorelle soffrono; per questo, la bambina riceve mensilmente cibo supplementare e terapia medica dal Gruppo Tiyende Pamodzi. Il villaggio in cui Hasana vive è molto lontano da Namwera, dove si svolge il programma “Camminiamo insieme”, ma, malgrado ciò, la mamma di Hasana mostra grande attenzione nei confronti delle problematiche della sua bambina e puntualmente si presenta alle visite ed alle sedute riabilitative a cui Hasana si sottopone. La piccola inoltre, sin dalla nascita, soffre di epilessia e le crisi sono piuttosto forti e frequenti. Il nostro contributo tramite il sostegno a distanza permette ai bimbi come Hasana di vivere la loro giornata cercando di integrarsi con gli altri bambini e beneficiando almeno in minima parte, di quei diritti che tutti i bambini dovrebbero avere. Attraverso il progetto “Camminiamo insieme”, riusciamo a garantire loro del cibo combattendo la malnutrizione, acquistiamo farmaci indispensabili per la loro vita e, grazie al vostro sostegno, riusciamo anche ad acquistare i presidi medici necessari ad un corretto sviluppo psico-fisico. In questo modo molti bambini disabili, che per anni hanno vissuto nell’oscurità, possono stare con gli altri bambini, uscire dalla loro capanna senza vergognarsi dei loro deficit ed essere un po’ più accettati, anche grazie al grande lavoro di sensibilizzazione svolto dai volontari insieme ai singoli capi villaggio. Aiutiamo insieme Hasana, sostieni la piccola, donale un po’ di tranquillità.

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Afya
Malawi

Afya è una bimba di 3 anni che vive nel villaggio di NgahandeJalasi con la sua famiglia. La mamma e il papà lavorano duramente nei campi per mantenere i 5 figli, ma l’impegno non è sufficiente a coprire tutte le spese necessarie. La malnutrizione di cui soffriva la mamma di Afya quando ha partorito, ha causato alla bambina disabilità motoria fin dalla nascita e ora la piccola ha difficoltà a camminare e mantenere la posizione eretta. Il Sostegno a Distanza ci ha permesso di inserirla nel progetto “Camminiamo insieme”, grazie al quale possiamo garantirle un’alimentazione quotidiana adeguata, farmaci ed un percorso riabilitativo in linea con le sue esigenze. Ogni giovedì Afya si reca con la mamma al centro TiyendePamodzi, dove viene visitata da un fisioterapista specializzato, il quale la guida attraverso una serie di esercizi di movimento, che la bimba ripeterà quotidianamente ogni sera nella sua capanna con l’aiuto della sua mamma. Con il vostro sostegno Afya potrà avere gli strumenti per affrontare la propria disabilità e crescere con tutti gli altri bambini del villaggio.

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Nia
Eritrea

Nia è una tenera neonata che vive a Segheneiti, in Eritrea, ha 5 mesi e la sua famiglia è molto povera. Il fratello più grande è da tempo inserito nel nostro programma di Sostegno a Distanza che, grazie all’importante collaborazione delle Suore Figlie di Sant’Anna, ci permette di sostenere i bambini più svantaggiati. Purtroppo la storia di Nia è simile a quella di tanti bambini eritrei: il padre della piccola è ancora impegnato nel servizio militare e non ha diritto ad alcun salario ( in Eritrea tutti i giovani oltre i 18 anni hanno il dovere di arruolarsi nell’esercito a tempo indeterminato), la madre, avendo alle spalle la cura ed il sostentamento dei propri figli, non riesce a trovare un’occupazione e vive con il costante pensiero di non riuscire a garantire alla propria famiglia pasti regolari. Proprio per questo, la mamma di Nia si è rivolta alle Suore di Sant’Anna, chiedendo sostegno per affrontare le spese di base. Al momento, non potendo permettersi altra sistemazione, stanno vivendo tutti nella casa del nonno. Malgrado tutto ciò, Nia è una bimba sana dagli occhi vivaci. Il Sostegno a Distanza ci permette di aiutare questa famiglia, così che possa condurre un’esistenza quantomeno dignitosa.

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Abed
Libano

Abed ha 6 anni e vive a Damour, una piccola città sul mare nei dintorni di Beirut. La situazione della sua famiglia è molto complicata: il padre, che fino a due anni fa aveva un’occupazione stabile come autista di camion, è stato improvvisamente licenziato, e la madre lavora occasionalmente in una scuola percependo un stipendio minino e irregolare. Le difficoltà economiche hanno spinto i genitori a prendere decisioni difficili come cambiare scuola ai figli, che hanno dovuto lasciare l’istituto privato dove erano iscritti. In Libano, infatti, la situazione delle scuole pubbliche è drammatica: oltre ad essere carenti, hanno un livello di preparazione insufficiente, così le famiglie preferiscono indebitarsi e mandare i figli in un istituto privato pur di assicurare una migliore educazione ai propri figli. Quando il debito è diventato troppo grande i genitori hanno deciso di lasciare solo Abed, più piccolo e vulnerabile, nella scuola privata in cui era inserito, così da garantirgli un’adeguata istruzione di base. Il padre ha ottenuto un nuovo lavoro ma riceve uno stipendio minimo e irregolare, nessuno dei due genitori ha una pensione o un’assicurazione su cui fare affidamento e al momento tutta la famiglia vive nella casa dei nonni. Il Sostegno a Distanza ci consente di coprire la retta scolastica di Abed e assicurargli il proseguimento degli studi, necessario per la costruzione di un futuro migliore.

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Alia
Palestina

Alia è una bimba di 10 anni che vive a Beit Jala con la sua famiglia. Quella di Alia è una famiglia molto povera e numerosa composta da mamma, papà, sei sorelle e un fratellino. La famiglia vive in una casetta composta da due stanzette ricavate da una stalla. L’ambiente, estremamente umido, causa bronchiti ricorrenti e allergie alle bambine e spesso la famiglia di Alia rimane senza elettricità perché i genitori non riescono a pagare le spese. Il padre lavorava in un forno, ma da circa un anno ha dovuto abbandonare l’occupazione per forti dolori alla spina dorsale e al petto. E’ un uomo semplice, con una forte passione per il disegno. Per sostenere la famiglia di Alia, che vive in condizioni davvero precarie, le suore di Cremisan, offrono alla madre alcuni lavori di ricamo, così da permetterle di contribuire al sostentamento familiare. Alia è una ragazzina molto sveglia, dagli occhi vispi e curiosi, ma nello studio perde facilmente l’attenzione. Quest’anno ha frequentato la quarta elementare e la media era appena sufficiente. Con il sostegno a distanza ci proponiamo di sostenere le spese relative alla sua istruzione, al trasporto fino a scuola e naturalmente ai pasti quotidiani.

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Moise
Benin

Moise ha due anni e mezzo ed è di origine Kotafon, nato a Athiemé, in Benin. È l’ultimo di tre fratelli e, purtroppo, è orfano di padre e la mamma è affetta da HIV e costantemente sotto controllo medico. La perdita del marito ha provocato la depressione di quest’ultima, rifiutata dai parenti per via della malattia. Tutto ciò l’ha ricondotta nella propria famiglia di origine, la quale è altrettanto povera e non riesce a sostenerla economicamente nella gestione dei figli. Malgrado le mille difficoltà, la donna ha cominciato a coltivare un piccolo campo: rivende il raccolto e in questo modo riesce a contribuire al sostentamento familiare.
La precaria situazione in cui è inserito, non impedisce a Moise di essere un bambino sereno ma a volte, turbato dalla paura dell’abbandono, passa la maggior parte del tempo attaccato alla mamma e piange alla vista di estranei. E’ ancora troppo presto per frequentare la scuola materna e, non avendo nessun altro disposto ad occuparsene, passa le sue giornate con la mamma, anche quando lei lavora nei campi. Il sostegno a distanza ha cambiato la vita di Moise e della sua famiglia, garantendo loro una vita dignitosa e la speranza di un futuro migliore.

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Rodrigue
Benin

Rodrigue è un bimbo di circa un anno con una triste storia: lui e il gemellino Gedeon sono già orfani di mamma, deceduta per grave malattia. La povertà estrema nella quale sono inseriti non ha permesso loro l’assistenza e cura di cui avevano bisogno, provocando uno stato di pesante malnutrizione e severe complicazioni di salute per entrambi i bambini.
Fortunatamente il papà, accortosi della drammatica situazione, li ha portati nel centro di Abomey dove sono stati accolti nel febbraio scorso. Già a poche settimane dal loro arrivo, le condizioni dei gemellini erano migliorate. I passi in avanti sono stati molto lenti ma le costanti cure delle mamans, hanno consentito loro di uscire dallo stato di malnutrizione che li aveva colpiti.
Attualmente possiamo dire che Rodrigue e il fratellino stanno bene; mangiano con appetito, crescono e fanno sorrisi a chiunque dia loro attenzioni. Il padre va a trovarli e la speranza è quella di mantenere i contatti così che si possa provvedere ad un reinserimento familiare una volta stabilizzate le condizioni sanitarie di entrambi. Grazie al sostegno a distanza, Rodrigue riceve tutte le cure e attenzioni necessarie ad una crescita sana ed equilibrata, di fondamentale importanza negli anni più delicati della sua crescita.

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Malik
Malawi

Malik è un bel bambino che vive con la mamma, una sorella e un fratello, nel villaggio di Steven, a circa 12 km da Mangochi. Il papà non c’è più e la madre cerca di contribuire al sostentamento familiare con un piccolo salario. Quest’ultima, per garantire un pasto quotidiano ai propri figli, li ha iscritti al centro di sviluppo per la prima infanzia “St. John Nursery School”, gestito da Padre Kimu. La frequenza all’asilo, permette ai bambini di venire seguiti anche da un punto di vista sanitario, attraverso periodici controlli gestiti da un’infermiera. In Malawi i bambini iniziano tardi l’inserimento alla scuola materna e per questo proseguono il percorso educativo con un rallentamento rispetto alle tempistiche tradizionali. Come la maggior parte delle fasce più deboli della popolazione dell’area, Malik ha contratto più volte la malaria, aggravata dalla grave malnutrizione di cui soffriva. Lo scorso settembre ha iniziato la scuola elementare, un percorso che lo vedrà impegnato per 8 anni. La scuola in Malawi non è obbligatoria, ed è grazie al sostegno a distanza che viene garantita a lui, come a tutti i bambini sostenuti, l’istruzione e la speranza di un futuro migliore. Malik è un bambino piccolo per la sua età, quando lo abbiamo incontrato la prima volta aveva un paio di jeans troppo grandi e lo sguardo triste. Durante il nostro ultimo viaggio aveva invece un’aria felice e sorridente, abbiamo conosciuto anche il fratellino e la mamma che al termine dell’incontro ci ha ringraziati stringendoci la mano dicendo “zikomo”, ovvero grazie.

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