Etiopia ed Eritrea: finalmente la pace!
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Storico accordo firmato dopo 20 anni di conflitto!

L’abbraccio tra i due Stati dopo vent’anni di guerra e oltre 20 mila morti, è già storia.  Il nuovo accordo tra Addis Abeba e Asmara, dopo quello firmato nel 2000, sembra infatti annunciare una nuova era di pace e amicizia.
A garanzia che la guerra tra Etiopia e Eritrea sia ufficialmente finita, il primo ministro etiope Abiy Ahmed e il presidente eritreo Isaias Afwerki hanno firmato ad Asmara una dichiarazione che mette un punto definitivo su un conflitto che durava ormai da vent’anni. La guerra tra Addis Abeba e Asmara era cominciata nel 1998 a causa di alcune dispute di confine per il controllo della città di Badme, ora sotto il controllo eritreo, e aveva causato quasi ventimila morti.
Il ministro dell’informazione dell’Eritrea ha descritto l’accoglienza riservata al nuovo primo ministro riformista etiope, Abiy Ahmed, come un “abbraccio fraterno”. Così è iniziata la visita di stato ad Asmara, appena pochi giorni dopo lo storico accordo che ha aperto vere prospettive di pace dopo uno dei più lunghi conflitti nel continente africano.
“Lo stato di guerra esistito tra i due Paesi è giunto al termine – si legge In un tweet del ministro dell’informazione eritreo Yemane Meskel – Una nuova era di pace e amicizia è cominciata”. I due Paesi, si afferma ancora nella dichiarazione congiunta, “lavoreranno per promuovere una stretta collaborazione politica, economica, sociale, culturale e di sicurezza”. Inoltre, “verranno ripristinati i legami nei trasporti, nel commercio e nelle telecomunicazioni” e “rinnovati i legami e le attività diplomatiche”.
L’arrivo di Ahmed nella capitale dell’Eritrea è stato trasmesso in diretta dalla televisione locale che ha mostrato così la calorosa accoglienza che gli ha riservato il popolo e il presidente eritreo Isaias Afewerki. Una accoglienza scandita nelle strade da canti e balli e bandiere dei due Paesi.
Il 6 giugno, Addis Abeba aveva annunciato a sorpresa di volere la pace, in cambio dell’accettazione senza condizioni da parte di Asmara dell’accordo firmato ad Algeri nel 2000 e mai entrato in vigore. Una presa di posizione arrivata appena pochi giorni dopo la decisione del premier Ahmed di abolire lo stato di emergenza proclamato nel Paese in febbraio a seguito di tensioni popolari molto forti e per mettere fine ad un conflitto che analisti africani considerano forse l’ultima vera eredità dell’epoca coloniale.
Trattati sui confini dei due territori erano stati firmati dall’Italia (che ne aveva fatto una sua colonia dal 1889 al 1941), dalla Gran Bretagna (occupante dal 1941 al 1952) e dall’ Etiopia, in tre date diverse: nel luglio 1890, nel maggio 1902 e nel maggio 1906. La guerra scoppiò nel giugno 1998 e durò circa due anni. Nel dicembre 2000, dopo la morte di una cifra compresa tra 70 e 100mila uomini di entrambi i Paesi, il presidente eritreo Isaias Afewerki e il primo ministro etiope allora in carica, Meles Zenawi, firmarono ad Algeri un accordo di pace. L’ Etiopia tuttavia mantenne un presidio militare, ancor oggi presente, nel territorio di Badme, area assegnata all’ Eritrea nel 2002 da una commissione internazionale nominata dall’Onu. e le schermaglie non si sono mai fermate. Ma ora, con l’annuncio di Ahmed, una delegazione eritrea è arrivata in Etiopia per il primo round di negoziati di pace, e per sottolineare ulteriormente la nuova atmosfera e celebrare la visita del premier etiope, tra i due Paesi sono state ripristinate le linee telefoniche dirette, per la prima volta da oltre vent’anni.