Colombia: aggiornamento progetti 2° semestre 2017
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Rosanna Debernardi, capo progetto Colombia, ci racconta che in questi mesi, Luis e Myriam, i nostri referenti locali, hanno proseguito le visite alle famiglie nei distretti di Bogotà, Santa Ines e Juan Rey per consegnare beni di prima necessità ed identificare i bisogni delle famiglie programmando gli interventi più urgenti.

Verso la fine del 2017 abbiamo cercato di concentrare gli sforzi dei nostri interventi sul miglioramento delle condizioni abitative delle famiglie. La fatiscenza delle case rimane uno dei principali problemi della Colombia dove la maggior parte della popolazione vive in baracche precarie, costruite con  mattoni forati di recupero e altri materiali riciclati, senza acqua, servizi igienici e fognature. Le cattive condizioni e la promiscuità dello spazio rendono la vita familiare molto difficile soprattutto per i bambini. E’ quindi molto importante aiutare le famiglie ad uscire dalla povertà anche attraverso una ritrovata dignità delle condizioni di vita.

Proprio con questo scopo abbiamo a sistemato la casa di David costruendo un nuovo tetto e rifacendo la facciata, mentre per la famiglia di Santiago costruiremo una casa in economia sul terreno che la mamma ha ottenuto dallo Stato come desplazada, cioè sfollata dalla campagna a seguito della guerriglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                           Prima                                                                                                                                                 Dopo

Il 2018 sarà un anno molto importante per questo Paese, a marzo infatti sono previste le elezioni legislative e a maggio le presidenziali.

Il periodo è carico di aspettative positive legate ad eventi di importanza radicale. In primis c’è l’accordo di pace (firmato dall’attuale presidente Juan Manuel Santos, gesto che gli è valso il Nobel per la Pace) tra il governo della Colombia e i ribelli delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie Colombia) dopo una guerra durata 52 anni, che dovrebbe portare il Paese verso una migliore situazione sociale ed economica. Tra i termini dell’intesa c’è il sostegno alle famiglie per passare dalla produzione di cocaina a coltivazioni legali (la Colombia, con 96.000 ettari di piantagioni, è il primo produttore mondiale di foglie di coca). Da parte delle Farc c’è l’impegno a lavorare con i contadini delle comunità isolate che sono state sotto il loro controllo per molti anni, stimolandole a piantare caffè, banane o cacao invece della coca. Ci vorrà del tempo perché questa iniziativa venga adottata in maniera diffusa, ma tutti ci auguriamo che possa davvero risolvere i conflitti interni che attanagliano il Paese da troppi anni.