Eritrea: aggiornamento progetti 2° semestre 2017
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Da sempre l’Eritrea deve fare i conti con un clima arido che inasprisce il territorio e rende difficile coltivare campi e allevare animali; la mancanza di pioggia lascia per gran parte dell’anno molti corsi d’acqua all’asciutto e costringe così la popolazione a vivere su un’agricoltura di sussistenza. Un ulteriore recente problema è l’emissione delle nuove banconote, che a gennaio hanno sostituito quelle messe fuori corso. La disponibilità del nuovo denaro è limitata in quanto le banche non permettono prelievi in contanti superiori a 300 €/. Gli scambi commerciali, quindi, sono ridotti al minimo e, nei villaggi, si ricorre anche al baratto.
I prezzi di alcuni alimenti di base, prodotti localmente, sono scesi, ma qualsiasi prodotto importato costa una cifra sproporzionata rispetto al tenore di vita della maggior parte della popolazione. Il permesso d’importazione di qualsiasi prodotto/materiale è difficilmente concesso, per cui i negozi sono sprovvisti di merce da vendere.  La vita delle famiglie, quindi, è molto difficile: i padri sono spesso lontano da casa per il servizio militare e le mamme faticano nel rispondere alle necessità quotidiane dei propri figli.

Progetto “Braccialetti verdi” e Progetto “Dona una pecora”

Il programma di integrazione alimentare per bambini da 0 a 5 anni che prevede, per le famiglie più povere, anche la donazione di ovini al termine dei 9 mesi di cura, è una delle iniziative che da anni stiamo portando avanti con successo. La maggior parte delle famiglie aiutate provengono dalla regione Debubawi Keih Bahri, sono di religione mussulmana e appartengono all’etnia Afar. Le loro case sono abitazioni  tradizionali fatte con legno e tetti di paglia. La principale fonte di sussistenza è la pastorizia: l’agricoltura è impraticabile e in seguito alla guerra è venuto a mancare anche lo scambio commerciale con Etiopia e Gibuti. A tutto ciò si aggiunge la siccità che contribuisce alla situazione di insicurezza alimentare. Ora grazie al progetto di alimentazione integrativa, sono state donate tre capre ad ogni famiglia, a beneficiarne sono state 26 famiglie.

 

 

 

 

 

 

 

Progetto “Un pasto caldo”

Siamo riusciti a costruire 5 forni per 5 famiglie dei villaggi rurali della zona di Zagher. In Eritrea la donna è spesso il fulcro della famiglia, infatti a causa del servizio militare obbligatorio, i mariti sono spesso assenti per lunghi periodi e percepiscono una paga minima e licenze sporadiche, lasciando la responsabilità  della famiglia nelle mani delle loro mogli. Proprio per questo, l’idea è quella di insegnare la tecnica alle donne in modo da renderle in grado di continuare l’attività in perfetta autonomia e, in prospettiva futura, riuscire anche a guadagnare.
I forni Mogogo garantiscono un minor consumo, evitando anche alle donne di dover percorrere lunghe distanze per la raccolta di legna da ardere, oltre a produrre meno fumi inquinanti ed irritanti per le vie respiratorie e gli occhi.

 

 

 

 

 

 

 

Progetto “Brava mamma”

A giugno e luglio 2017 abbiamo realizzato due workshop nel distretto di Keren. Le mamme partecipanti erano circa 120 ed avevano dai 18 ai 35 anni. Per agevolare le donne che provenivano da lontano è stato pagato loro il trasporto. A tutte è stata offerta la prima colazione, pranzo e uno spuntino pomeridiano. Uno staff di servizio era incaricato di cucinare, pulire e badare ai bambini piccoli durante la lezione. Ad ogni partecipante è stata data una dispensa aggiornata, incorporando i suggerimenti raccolti nei precedenti workshop e la descrizione dettagliata di ogni argomento, più altri materiali (quaderno, penna, matita, ecc.). I bambini in età scolare delle mamme analfabeti hanno avuto un ruolo importante, perché hanno potuto leggere e spiegare le dispense alle mamme.

I workshop erano guidati da due istruttori, un medico ed un’infermiera dotati delle conoscenze e dell’esperienza necessarie e buoni comunicatori nella lingua locale di Bilen. Alcuni argomenti sono stati illustrati con l’aiuto di computer e proiettore, durante la lezione ci sono stati momenti di formazione di gruppo, discussioni e test orali. Gli argomenti trattati sono stati:

  • malattie sessualmente trasmissibili
  • gravidanza e problematiche post parto
  • cura e alimentazione dei neonati
  • prevenzione e cura della cardiopatia reumatica
  • corretta igiene

Dalle domande era chiaro che la consapevolezza delle giovani mamme verso gli argomenti fosse limitata e con molti fraintendimenti.
Tutte le madri hanno dichiarato di essere molto felici e soddisfatte di aver partecipato al seminario e hanno promesso che metteranno in pratica ciò che hanno imparato.
Hanno deciso subito di formare un gruppo che si incontrerà regolarmente ogni mese per approfondire l’amicizia e continuare la discussione sugli argomenti che hanno appreso.

Sulla base dell’esperienza passata si sono potuti notare i seguenti miglioramenti:
· I bambini si recano a scuola puliti e in ordine
· L’alimentazione nei bambini è migliorata
· Le donne incinte si recano più spesso in clinica per gli esami
· Il counseling volontario e il test sull’HIV sono aumentati (spesso esteso ai loro mariti)
· Hanno iniziato a costruire semplici servizi igenici all’aperto.