Malawi: aggiornamento progetti 2° semestre 2017
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Progetto “Camminiamo Insieme”

In Malawi la vita delle persone trascorre all’esterno delle capanne. La maggior parte delle capanne è priva di finestre ed è proprio questo particolare che spinge la gente a vivere al di fuori di essa e a rientrare solo per dormire. Purtroppo i bambini disabili in questo Paese sono emarginati, guardati con sospetto e fonte di vergogna e per questo confinati all’interno della capanna. E’ molto importante invece che questi bambini possano partecipare alla vita del villaggio e per farlo devono poter uscire dalla propria capanna. E’ necessario che il genitore capisca l’importanza di prendersi cura del bambino e, attraverso la fisioterapia, migliorarne la condizione fisica per renderlo nel tempo più autonomo ed essere in grado di stare almeno seduto. E qui comincia il lavoro instancabile della nostra referente Marina Zanotti. I villaggi, dove vivono i bambini seguiti da Marina, sono costituiti da numerose capanne circondate da cortili dove gli abitanti del villaggio passano la maggior parte del proprio tempo: mangiare, chiacchierare o pulire il mais, sono tutte attività che svolgono all’esterno delle proprie abitazioni. Quando è cominciato il progetto “Camminiamo insieme” la prima tappa obbligatoria era quella di recarsi dal capo villaggio e accordarsi con lui in merito ai casi da seguire e alle visite in programma. Ora, essendo passati diversi mesi (in alcuni casi anni) questo passaggio non è più necessario e non è quindi più richiesto annunciare preventivamente la visita.

 

 

 

 

 

 

Un’altra cosa da ricordare è che tutti gli abitanti del villaggio, compreso il capo villaggio, sono analfabeti (non conoscono il calendario), per questo motivo è estremamente importante il ruolo che ricopre il volontario all’interno dell’associazione Tiyende Pamodzi con la quale Marina lavora. Egli infatti ha il compito di recarsi personalmente presso il villaggio in cui risiede il bambino in terapia per ricordargli l’appuntamento in modo da assicurarsi che si presenti alla visita con il fisioterapista Gift. Il libretto è uno strumento fondamentale per conoscere le condizioni del paziente, per questo motivo ogni malato deve necessariamente averne uno. Il libretto si compra in ospedale e su di esso vengono segnate tutte le informazioni inerenti la salute fisica del paziente e vengono prescritte le medicine necessarie a curare le diverse patologie. Purtroppo non è così semplice reperire medicinali in Malawi quindi capita di frequente che le molte medicine prescritte non siano disponibili ed essendo la maggior parte della popolazione analfabeta, molto spesso capita che vengano fornite medicine diverse da quelle prescritte. Per assicurarsi che tutto ciò non accada, Marina accompagna personalmente gli ammalati presso l’ospedale e si accerta che vengano prescritte e consegnate le medicine corrette. Non sempre il personale dell’amministrazione dell’ospedale gradisce tali controlli esterni, perciò Marina ha deciso di fare questo controllo all’esterno della struttura ospedaliera e, nel caso di errore, provvede al cambio dei medicinali. Un altro problema è lo spazio mal gestito nelle capanne: non ci sono armadi e il cibo e i vestiti vengono ammucchiati l’una sull’altra. Spesso capita addirittura che i topi danneggino il libretto. Vi raccontiamo queste cose per farvi comprendere la realtà in cui operiamo. A molti di noi possono sembrare cose banali o scontate, ma in una realtà come quella dei villaggi africani conservare un libretto non è una priorità, soprattutto se non se ne comprende l’importanza. Siamo molto soddisfatti dal grande lavoro che c’è dietro questo progetto e soprattutto dal coinvolgimento di così tanti volontari dell’associazione Tiyende Pamodzi. Questo significa non solo che il progetto è valido, ma che potrà proseguire nel tempo. E’ fondamentale continuare a lavorare insieme e formare i volontari dando alle persone la possibilità di riscattarsi dalla povertà e vivere una vita dignitosa coinvolgendo allo stesso tempo l’intera comunità.

Progetto “Acqua per tutti”

Il Malawi vanta una preziosissima e importantissima risorsa, un lungo lago di 550 km e largo da 25 a 35 km e altri laghi più piccoli dai quali provengono una delle principali fonti di cibo del paese: il pesce. Il lago permette anche, a chi abita in prossimità di esso, di poter irrigare i campi e ottenere maggiori raccolti in sicurezza. Capita spesso, purtroppo, che per la necessità di approvvigionamento dell’acqua bambini e adulti finiscano sbranati dai coccodrilli che infestano fiumi e laghi della zona. Con la pompa a pedali si possono evitare questi drammatici episodi, per far funzionare la pompa infatti, è sufficiente scavare una buca nel terreno da cui poter prelevare l’acqua.

Da quando è stato avviato il progetto “Pompe a Pedali” molte famiglie hanno visto migliorare notevolmente le proprie condizioni perché oltre ad avere a disposizione maggior cibo hanno la possibilità di rivendere la parte eccedente di cibo al mercato locale.

Nel 2017 abbiamo acquistato 25 pompe a pedali, fertilizzanti e sementi, indispensabili per ottenere un buon raccolto. Ogni singola pompa a pedali viene assegnata ad una persona per villaggio; queste persone vengono formate da un agronomo, si prendono cura dello strumento ed a loro volta coinvolgono gli altri abitanti del villaggio sull’utilizzo.

 

Progetto “Un asilo per crescere”

Assicurare una corretta alimentazione soprattutto ai bambini, i soggetti più vulnerabili, è in cima alla lista dei numerosi interventi atti a migliorare le condizioni di vita della popolazione locale. In Malawi, dove il tasso di analfabetismo dei villaggi è altissimo, lo sviluppo dell’istruzione gioca un ruolo fondamentale. La realizzazione di due scuole, primaria e secondaria, nel distretto di Mangochi, dà la possibilità ai bambini di ricevere un’adeguata istruzione e attraverso la distribuzione di due pasti, colazione e pranzo, garantisce il giusto apporto nutrizionale necessario. La scuola elementare è costituita da tante aule distribuite a cerchio nel quale si erge una grande pianta con appesa ad uno dei suoi rami, la campana che scandisce i ritmi della scuola. Anche se le classi sono davvero numerose (80 anche 100 bambini per classe) le maestre sono molto brave e pazienti, riescono a coinvolgere tutti i bambini e a farli studiare. Come spesso accade a moltissimi bambini africani, anche i bimbi che seguiamo attraverso il SaD (Sostegno a Distanza) hanno episodi di malaria, una pericolosa malattia infettiva causata da un parassita che provoca nella maggior parte dei casi, molta debolezza, dissenteria e febbre alta. Succede spesso che i bambini soffrano di episodi ripetuti e non guariscano mai completamente. Fortunatamente la maggior parte di loro si è sempre ripresa bene e questo grazie anche alle cure che ricevono dal Centro nutrizionale St. John, una struttura nata per il controllo dei livelli di malnutrizione e/o denutrizione con il ricovero presso la struttura per i casi più gravi.

 

Molti dei bambini che frequentano l’asilo St. John insieme ad altri 800 bambini, prendono l’autobus, per recarsi a scuola. L’autobus effettua 4 fermate e carica dai 130 ai 150 bambini su un pullman che dovrebbe portarne 30! I bambini sono tanti e vengono da villaggi distanti 3 o anche 5 chilometri, sarebbe impossibile per una mamma con tanti figli accompagnarli tutti a scuola.

Per questo motivo e soprattutto per incentivare la frequenza scolastica, l’asilo St. John mette a disposizione gratuitamente il mezzo di trasporto. A partire dalle 5.30 del mattino i bimbi aspettano alla loro fermata insieme a mamme, zie, nonne o vicine di casa, l’arrivo dell’autobus. Per alcuni di loro sono i primi giorni e staccarsi dalla mamma può essere difficile e traumatico. Dato che il pullman è piccolo e loro sono numerosi, molti di loro sono costretti a viaggiare in piedi, ammassati l’uno all’altro aspettando accaldati e impazienti che l’autobus arrivi a destinazione. Ci vuole circa mezz’ora dalla prima tappa per arrivare a scuola e l’autobus deve fare almeno 4 percorsi diversi per recuperarli tutti!            

Vicino alle scuole c’è anche un mulino che attraverso la macinazione dei cereali, permette di produrre la farina che è la principale fonte di alimentazione Malawiana. Tutti gli abitanti dei villaggi limitrofi possono usufruirne liberamente. Per abbattere ulteriormente i costi legati all’approvvigionamento delle materie prime sono stati acquistati, accanto alle strutture, diversi ettari di terreno destinati alla produzione di cereali, verdura e frutta (utilizzati principalmente per la preparazione della colazione e del pranzo fornita ai bambini nelle scuole). Spesso i bambini che sosteniamo hanno fratelli o sorelle, in realtà non sappiamo se siano tutti consanguinei perché in Malawi (come in altre parti dell’Africa) il concetto di famiglia è “allargato” e spesso i cugini vengono chiamati fratelli, i nipoti figli e la zia o lo zio mamma o papà. Anche quando la famiglia è molto povera o già molto numerosa, i genitori si fanno carico degli orfani in famiglia dimostrando come anche nella più assoluta povertà c’è accoglienza, condivisione e soprattutto amore.

La gestione di questo progetto e delle sue diverse attività è attenta ed efficace; siamo molto soddisfatti del lavoro che svolgono, apprezziamo soprattutto il loro impegno e la loro competenza.