Benin: aggiornamento progetti 2° semestre 2017
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A SCUOLA E IN FAMIGLIA 

Il progetto prevede il sostegno ad alcune famiglie del villaggio di Condji, alla scuola materna di Manonkpon e a due famiglie di Cotonou. Nell’ambito della ristrutturazione della scuola materna di Manonkpon, abbiamo ricostruito il pozzo dell’acqua dotandolo di un serbatoio aereo che abbiamo inaugurato durante il viaggio di ottobre 2017. A tutti i bimbi della scuola, oltre 80, abbiamo donato le forniture scolastiche e, a quelli appartenenti alle famiglie più bisognose, abbiamo fornito anche generi alimentari e di prima necessità. In questo modo cerchiamo di ridurre i casi di malnutrizione. Il nostro prossimo obiettivo è costruire la mensa, i bagni, le docce e sistemare le aule e il cortile della scuola. Una delle due famiglie di Cotonou, la famiglia Madogni, ha appena coronato un piccolo sogno: Landry, il figlio maggiore, si è laureato in gestione aziendale. Purtroppo essendo disabile ha difficoltà a trovare lavoro ma, grazie al nostro sostegno, potrà aprire una piccola attività che gli permetterà di essere autonomo. La famiglia Messan invece versa ancora in condizioni precarie. Ci auguriamo che il contributo per il praticantato, ricevuto per i due ragazzi più grandi, possa aiutarli a trovare un lavoro qualificato e di conseguenza aiutare la famiglia in modo concreto.

 

 

 

 

 

 

 

 

COLTIVA CULTURESALUTE ALLA VITA

Il progetto sostiene i bambini che frequentano la scuola elementare: garantiamo loro una piccola colazione necessaria dopo il lungo tragitto che li separa da scuola (anche 4-5 chilometri percorsi ogni giorno a piedi) e, grazie alla disponibilità degli ‘insegnanti Aleimar’ ed ai contributi dei donatori italiani, abbiamo potuto prolungare di un’ora l’orario scolastico per far svolgere ai bimbi le ripetizioni e i compiti. In questo modo – una volta arrivati a casa – potranno dedicarsi alle piccole faccende domestiche che i genitori richiedono loro, senza che venga meno il prioritario impegno nello studio.

Il Centro medico sociale “Stefania Ollari” – ufficialmente inaugurato nel’ aprile del 2016 ma già attivo da oltre due anni – ha promosso una prima giornata di formazione per le donne che giungono dal villaggio di Kpossegan e da altri sette villaggi limitrofi. Si spera che “la rete”di informazione al femminile così creata, possa diventare il punto di riferimento di base per il monitoraggio delle gravidanze e della salute e corretta alimentazione dei bambini. Dotate di strumenti di facile utilizzo e competenze di base, le donne del Reseau de Santé saranno in costante contatto con l’infermiera professionale del Centro Sanitario, che potrà valutare la necessità di una visita da parte del medico o l’eventuale ricovero ospedaliero.

 

Nei vari villaggi saranno avviate specifiche campagne di informazione e sensibilizzazione sulla gravidanza, ancora troppo spesso prive di alcun controllo sanitario e con gravi rischi per madri e nascituri. Tutto questo supporto alle giovani donne sarà possibile grazie all’aiuto di medici volontari italiani ed alla collaborazione con il vicino Ospedale materno-infantile di Sokpontà “L’Abbraccio”, ove nel novembre scorso è stato inaugurato il Reparto di Neonatologia, promosso e sostenuto economicamente da Aleimar.

PANE QUOTIDIANO

Il Centro di Abomey/Agnagnan è stato da noi inaugurato nel 2006 per accogliere neonati le cui mamme erano decedute a causa di problematiche legate al parto. I piccoli, non potendo essere allattati dalla mamma, rischiavano di morire di fame a causa dell’elevato costo del latte artificiale non sopportabile dalla maggior parte delle famiglie beninesi.

Il progetto ha avuto un immediato riscontro presso i nostri benefattori ed il numero di bambini accolti ha superato le 40 unità.

Negli anni successivi, grazie al finanziamento di sponsor importanti, abbiamo costruito una fattoria (2013) per rendere progressivamente autonomo o parzialmente autonomo il nostro Centro.

Nel 2017 la fattoria ha dato ottimi risultati, i prodotti dell’allevamento (carne e uova) sono stati in parte utilizzati per i bambini del Centro e in parte venduti; l’orto è un bellissimo giardino botanico che dona buoni raccolti, la terra è ottima e l’acqua, grazie al pozzo costruito, manca raramente; i pesci allevati nelle due vasche sono considerati una ghiottoneria dai bambini e anche da chi li compra al mercato del paese.

Attualmente queste attività coprono il 40% del costo di gestione del Centro e ci auguriamo nei prossimi tre anni di raggiungere una quota del 70%. Il Centro di Abomey/Agnagnan è ormai al limite della capienza possibile di bambini e non è ampliabile, perciò stiamo valutando di trasferire i vostri generosi contributi, che continuano a giungere per questo Centro, su altri progetti che necessitano di maggior sostegno.

Siamo davvero fieri degli sforzi di tutti: benefattori, volontari e dipendenti Aleimar oltre ai nostri referenti beninesi (Suor Alexandrine e l’assistente sociale Christian) che hanno dedicato la loro vita a questi bambini.

 

COLTIVIAMO IL FUTURO

L’anno é iniziato molto bene; alcuni dei ragazzi che ospitiamo nel Centro, dopo la scuola, lavorano nella fattoria, altri si occupano dei ragazzi più piccoli assistendoli nei compiti e altri ancora aiutano le suore nelle faccende domestiche.

Christian, uno dei ragazzi che Aleimar ha aiutato tramite il sostegno a distanza, ha da poco conseguito la laurea in Agraria e ora aiuta la responsabile del Centro, ad interim, Suor Elisabeth, che sostituisce momentaneamente Suor Léocadie, nella gestione della fattoria. Qui Christian si occupa del grande orto e della fattoria, anch’essa di discrete dimensioni, coadiuvato da Franςois, un ragazzo che già aiutava Suor Léocadie a tempo pieno. La gestione della fattoria è molto importante, non solo perché i prodotti coltivati contribuiscono all’alimentazione dei ragazzi ospiti del Centro, ma soprattutto permette al Centro stesso di autosostenersi tramite la vendita dei prodotti raccolti e degli animali da allevamento, come galline, conigli e capre. A partire dal mese di Gennaio sono stati svolti alcuni interventi per migliorare la qualità di vita dei bambini ospiti del Centro di accoglienza. Sono stati sostituiti i materassi e i coprimaterassi, le zanzariere (importanti per la prevenzione della malaria) e svolti lavori di imbiancatura delle pareti del dormitorio e il refettorio.

PULCINI NEL NIDO

Durante il nostro viaggio di ottobre abbiamo potuto constatare, con soddisfazione, che il nostro impegno, grazie alla collaborazione delle suore, di Nicole (l’assistente sociale) e del dott. Hubert (primario pediatra dell’ospedale di Tanguiéta e ora dell’ospedale di Djogou), ha portato un netto miglioramento delle condizioni di salute dei bambini accolti nel Centro. L’anno scorso la siccità e l’alternanza di abbondanti piogge hanno rovinato le coltivazioni: abbiamo quindi dotato il Centro di pannelli solari che hanno permesso una maggiore disponibilità di acqua e di qualità migliore. L’obiettivo è aggiungere all’alimentazione dei bambini delle verdure, delle patate e della frutta, in modo da renderla più equilibrata.  Altra novità riscontrata durante il viaggio è stata l’arrivo di Suor Rose, che Antonio Carettoni (responsabile progetti Benin) già conosceva, e che è designata alla gestione dei bambini del Centro; sarà quindi la nostra referente per quanto riguarda le notizie, tenendo i rapporti con Nicole e il dott. Hubert. Attualmente i bambini ospitati presso il Centro di Natitingou sono trenta; dal mese di aprile scorso, infatti, ben otto bambini sono stati reinseriti nelle loro famiglie d’origine grazie al lavoro instancabile di Nicole. Un ottimo risultato se pensiamo che il Centro non deve essere considerato come luogo di permanenza del bambino ma come luogo di passaggio e che l’obiettivo fondamentale è il suo reinserimento definitivo all’interno del nucleo famigliare.

 

CITTA’ DELLA GIOIA

Nel viaggio di monitoraggio di ottobre sono avvenuti alcuni cambiamenti: tre bambini sono usciti dal progetto, due di loro sono rientrati nella propria famiglia di origine e uno è stato adottato. È difficile trovare in Benin una famiglia disponibile ad adottare un bimbo e quando succede è davvero un evento straordinario. Una bimba appena nata, invece, è entrata nel Centro a giugno. Il nonno fortunatamente l’ha lasciata all’Istituto delle suore, in altri tempi sarebbe stata abbandonata nella savana.

Altro evento importante da segnalarvi è che a settembre Suor Léontine, responsabile del Centro, è stata trasferita a Djougou, a circa un’ora da Perma. Suor Leontine ci ha chiesto di farvi avere i suoi saluti e i suoi ringraziamenti per aver sostenuto con tanta generosità i bambini del Centro, ringraziando anche Aleimar, tutti i suoi volontari e dipendenti, per la collaborazione e il lavoro svolto insieme.  Al suo posto è arrivata Sr Marie-Augustine, una persona molto disponibile e collaborativa, con la quale siamo entrati subito in sintonia. Le abbiamo illustrato il nostro modo di operare e le novità apportate durante l’anno che riguardano Nicole, l’assistente sociale, e il pediatra dott. Hubert. Essendo il Centro di Perma sprovvisto di un’assistente sociale, Nicole sarà il loro e il nostro riferimento per contattare le famiglie e seguirle nel loro percorso di formazione.

 

 

MI ALLATTI TU

Siamo riusciti ad acquistare in loco ad un costo più contenuto, un quantitativo di latte maggiore e sufficiente a essere distribuito in tutti i nostri Centri. Inoltre, grazie alla donazione di 47 Kg di latte in polvere da parte dell’associazione “ Per Te” di Roma, siamo riusciti a destinare maggior latte ai neonati con problemi di digeribilità.

SEMINIAMO IL FUTURO

Prosegue il nostro impegno formativo sull’alimentazione e, soprattutto, sull’importanza della pulizia e della raccolta differenziata. Sebbene la rete di raccolta porta a porta, avviata come progetto pilota in collaborazione con VEA ong, abbia riscosso una buona partecipazione, sacchetti di plastica, vetro e lattine continuano a minacciare l’ambiente e tonnellate di rifiuti sono ancora bruciati.  Per far fronte a questo problema si sta pensando di aumentare il numero degli incontri educativi nelle scuole e di organizzare momenti di sensibilizzazione per l’intera comunità locale. L’obiettivo è rendere la popolazione consapevole dei danni che un errato smaltimento dei rifiuti apporta all’aria e al suolo delle aree abitative, con tutte le complicazioni igieniche del caso. Gli operatori dimostreranno inoltre i vantaggi che la raccolta ha portato nel corso di questi primi mesi. Oltre alla riduzione dei rifiuti e al generale miglioramento delle condizioni igieniche del contesto abitativo, il compost infatti, il derivato dai rifiuti organici, può essere utilizzato per migliorare la coltivazione. I rifiuti organici raccolti sono inoltre adoperati per la produzione del biogas da utilizzare in cucina, al posto del tradizionale e pericoloso carbone, e come fonte di energia elettrica.