Come si evolve la situazione in questo fragile Paese

Cominciamo col darvi la bella notizia: le nostre referenti locali stanno ultimando gli studi di fattibilità per l’apertura della mensa per i poveri per ulteriori due giorni a settimana. Per il momento stanno facendo visita a nuove famiglie da poter inserire nel progetto: sia libanesi in difficoltà sia rifugiate siriane e irachene. Non appena avranno terminato questa fase di analisi, tutto sarà pronto affinché il progetto mensa inizi ad operare quattro giorni a settimana, supportandole così almeno nell’alimentazione quotidiana.

E poi passiamo alle brutte notizie, purtroppo.

La situazione dei profughi siriani in Libano è peggiorata drammaticamente nel corso dell’ultimo anno. Il numero totale di rifugiati in libano, registrati e non registrati presso le Nazioni Unite, è ancora di 1.5 milioni circa. La situazione sociopolitica libanese sembra essere stabile.

L’UNHCR, però, ha smesso di dare aiuto economico ai rifugiati presenti nel Paese. Fino a poco tempo fa, infatti, l’agenzia delle nazioni unite per i rifugiati, elargiva buoni del valore di 200 dollari circa per l’acquisto di alimenti e un’altra cifra per il pagamento dell’affitto di casa. Con la drastica diminuzione negli aiuti umanitari, però l’UNHCR sì è visto costretto ad una battuta d’arresto nella distribuzione di questi buoni d’acquisto.

In Siria stanno cercando di creare delle safe areas, zone franche, in cui poter facilitare ritorno dei rifugiati fuggiti nei Paesi limitrofi. Il problema, però, è che ad oggi mancano ancora tutti i requisiti base per una vita sana e dignitosa. Anche se i combattimenti sono cessati, in molte aree la vita è ancora impossibile: non ci sono né l’acqua corrente né l’elettricità e le case sono ancora completamente distrutte.

Inoltre, il governo ha promulgato una legge per aumentare lo stipendio degli impiegati pubblici di quasi il 50%. Questo ha avuto un impatto significativo in molti settori, nel caso in cui questo aumento venga dato anche agli insegnati delle scuole private, ciò causerà un aumento anche nelle rette scolastiche per i bambini iscritti alle scuole private e la chiusura delle piccole scuole semi gratuite.