Paola e Carlo sono stati a Betlemme a trovare il bambino da loro sostenuto e hanno voluto condividere con noi le loro emozioni inviandoci una lettera che racchiude il loro stato d’animo in quei giorni. Qui potete leggerla integralmente. Grazie Paola, grazie Carlo 🙂

Quest’anno, in occasione delle vacanze natalizie, abbiamo deciso di fare un viaggio in Terra Santa. Era da tempo che progettavamo questa visita e, stavolta, avevamo un motivo in più: c’era la concreta possibilità di incontrare Youssef, il bambino palestinese per il quale un paio d’anni fa abbiamo attivato l’adozione a distanza. Ci siamo messi in contatto con l’Aleimar per sapere come si poteva organizzare l‘incontro, ci hanno risposto con molta cortesia e ci hanno messo in contatto con Gaetano Fiorella, il responsabile del progetto in Palestina. C’erano parecchie cose da mettere a punto, la principale era concordare un appuntamento che potesse andare bene sia per gli operatori Aleimar sia per gli impegni preventivati dal nostro viaggio.

Alla fine la data stabilita è diventata il 31 Dicembre alle 18:00. In quel pomeriggio ci saremmo trovati a Betlemme e potevamo liberare un’ora per incontrare il piccolo Youssef. L’incaricata Aleimar, Nadera Saleh, ci sarebbe venuta a prendere in hotel per condurci a casa del bimbo. È inutile raccontare il turbinio di pensieri che ci ha attraversato la mente mentre, seduti nella hall, attendevamo l’arrivo di Nadera; come ci avrebbe accolti Youssef, cosa avrebbe pensato di noi, cosa avremmo dovuto dire. Tutti questi pensieri si sono sciolti come neve al sole nel momento che è arrivata Nadera con il simpatico autista Nabil. Una rapida corsa in macchina nel traffico di Betlemme, ed arriviamo davanti alla porta della casa di Youssef. Nadera ci presenta la mamma e la nonna e poi ci illustra con professionalità e precisione il progetto Aleimar .La casa è pulita ed in ordine, è stato realizzato un soppalco in legno per permettere a Youssef di avere una piccola stanza tutta per se. Il bimbo frequenta regolarmente la scuola ed è seguito puntualmente nelle sue attività. La famiglia, purtroppo, è ancora in difficoltà, in quanto il padre, in quei giorni, era ricoverato in ospedale. Youssef, in compenso, è allegro e con gli occhi vispi; sembra contento di conoscerci ed accetta volentieri i piccoli doni che abbiamo portato dall’Italia. La madre ci dice che gli piace disegnare, speriamo che i pennarelli che abbiamo portato possano servirgli! Scattiamo anche qualche fotografia per mantenere un ricordo di questo pomeriggio indimenticabile. Andiamo via contenti di aver visto una casa calda ed accogliente ed un progetto convincente e concreto. In questa maniera si riuscirà a costruire un futuro per bambini meno fortunati. Infine vogliamo ringraziare gli operatori Aleimar che ci hanno permesso di realizzare questo sogno: Nadera e l’autista Nabil, Flavia Andon delle Daughters of Charity di Betlemme e Gaetano Fiorella responsabile progetto Palestina. GRAZIE ALEIMAR !!!!!!!!!!!!

PAOLA PANEBIANCO – CARLO RUSTICO